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 Intervista

Intervista alla Sig. Valdes Patrizia, (PATTU)
Titolare dei Saloni e partecipante in prima persona ai corsi di tricologia:            
 Donne e calvizie, cosa fare?



Sig. Pattù , ritiene che negli ultimi anni siano in aumento i problemi di capelli nelle donne?
Sicuramente sì, anche se purtroppo, al pari di quanto accade per l'uomo, solo una piccola percentuale di queste donne giunge all'attenzione dello specialista preparato, o vi giunge troppo tardi, dopo anni passati a seguire i consigli del parrucchiere, del profumiere o di qualche sedicente tricologo.

Quali sono le patologie più frequenti nella donna?
Sicuramente il telogen effluvium che secondo me, in questi ultimi anni, è in netto aumento anche negli uomini. Si tratta di una caduta particolrmente intensa che coinvolge ogni regione del cuoio capelluto.

E' vero che la causa principale del telogen effluvium è lo stress?
Sicuramente, è la classica caduta da stress, da intendersi sia in senso fisico che in senso psico-emotivo.
Le cause "stressogene" in grado di indurre un telogen effluvium sono tantissime: drastiche diete dimagranti, patologie tiroideee, anemia sideropenica, ma anche conflittualità familiari o difficoltà in ambito lavorativo, e così via.

Secondo lei, c'è un motivo per cui il telogen effluvium è più frequente nelle donne che negli uomini? Potrebbe esserci una correlazione ormonale?
No, molto probabilmente non c'è alcuna predisposizione di tipo ormonale. E' che la donna, nella vita e nella società attuale, è gravata da tentissimi impegni: lavoro, figli, famiglia, casa.
E' molto difficile occuparsi bene di tutto e contemporaneamente mantenere integro il proprio equilibrio personale. E proprio quando questo equilibrio si rompe, spesso per motivi apparentemente banali, inizia il telogen effluvium.

Come affronta, dal punto di vista terapeutico, un telogen effluvuim?
Una volta escluse possibili cause organiche, inizia l'enorme difficoltà di rendere la paziente consapevole dello stress che sta dietro la sua caduta di capelli.
Questa è sicuramente la parte più difficile di una visita: la maggior parte delle donne tende infatti a rifiutare l'idea di essere "stressata" o "depressa", senza sapere che l'ammetterlo rappresenta il punto di partenza per la guarigione.
Da un punto di vista strettamente farmacologico, il telogen effluvium è facilmente risolvibile con un ciclo di tre mesi di idrocortisone all'1% o al 2%.

E l'alopecia androgenetica? E' anch'essa così frequente?
Non come il telogen effluvium, ma sicuramente è una patologia di frequente riscontro.

Quali sono le cause dell'alopecia androgenetica femminile?
In una discreta percentuale di casi sono rilevabili anomalie ovariche ed ormonali, che se da un lato sono facilmente risolvibili con l'uso di una pillola anticoncezionale e di un antiandrogeno, dall'altro hanno la tendenza a recidivare alla sospensione della terapia, che spesso va protratta sino alla prima gravidanza.

E negli altri casi?
Esisitono forme più sfumate di alopecia androgenetica, spesso caratterizzate da un iperandrogenismo latente o da una ipersensibilità recettoriale dei bulbi piliferi nei confronti degli ormoni androgeni. Queste sono le forme che traggono giovamento dall'utilizzo di una terapia topica fatta di una miscela di sostanza ormonali, di antiandrogeni e di stimolatori di crescita.

Può lo stress peggiorare l'alopecia androgenetica?
Molte donne affette da alopecia androgenetica presentano in associazione un telogen effluvium cronico, quele conseguenza dello stress legato ad una lenta e progressiva calvizie.
Se infatti l'uomo calvo, nella società di oggi, può comunque essere un uomo affascinante e di successo, lo stesso non vale per la donna che, persi i capelli, vede mutilata la sua femminilità.
Non infrequentemente l'alopecia androgenetica femminile induce, in chi ne soffre, vere e proprie sindromi ansio-depressive.

Concludendo: ha un consiglio da dare a tutte le donne che perdono i capelli?
Ribadisco il concetto iniziale: il consiglio migliore è di rivolgersi precocemente ad uno specialista preparato.

 

 


TRICOLOGIA
La Tricologia è quella "branca" della Dermatologia che si occupa dei capelli e delle patologie del cuoio capelluto.
Una disciplina interessante, ma che spesso nasconde molti raggiri e talvolta anche truffe.
Innanzitutto è necessario chiarire che non esiste la figura del tricologo.
In medicina non esiste la specializzazione in tricologia.
E' il dermatologo, il medico abilitato alla cura della pelle e dei suoi annessi cioè capelli ed unghie.
Quando i capelli iniziano ad indebolirsi, l’unico modo per liberare il campo da dubbi, false credenze o illusioni è chiedere aiuto al dermatologo.
Nella maggior parte dei casi, la perdita dei capelli rappresenta un fenomeno del tutto naturale, legato all’invecchiamento. Questo “esaurimento funzionale” inizia già nei primi anni di vita per continuare fino alla morte dell’individuo con in media una perdita di perdita di capelli pari a circa l’1 per cento l’anno.
Il capello cresce in media 1 centimetro al mese per 2-4 anni, per poi entrare per 2-4 settimane nella fase di riposo. Dopo questo periodo il capello cade. Normalmente, ogni giorno vengono persi circa 100 capelli. Si calcola che intorno ai 40-50 anni di età un soggetto sano, sia di sesso maschile che femminile, abbia perso circa il 40 per cento dei capelli.
Tuttavia, negli ultimi anni, la caduta dei capelli ha assunto un'importanza ed un significato decisamente superiore rispetto al passato per una maggiore sensibilità verso l'aspetto esteriore della propria persona. La capigliatura, vissuta come riflesso di salute fisica, diventa rapidamente fonte di disperazione quando si sfoltisce.

Esistono due forme ben distinte di "perdita dei capelli", l'ALOPECIA ANDROGENETICA e il TELOGEN EFFLUVIUM.


ALOPECIA ANDROGENETICA o CALVIZIE COMUNE
E' la forma più comune di calvizie negli uomini e colpisce oltre 5 milioni di italiani.
Consiste in un lento e progressivo diradamento dei capelli che conduce a quadri di calvizie più o meno accentuati. Ne soffrono il 15 per cento degli uomini fra 18 e 30 anni e più del 50 per cento fra i 40 e i 50 anni.
Dopo i 50 anni si manifesta in circa il 90 per cento degli uomini e nel 40 per cento delle donne.
Nella donna la perdita di capelli è di solito meno evidente che nell'uomo: si verifica un diradamento del vertice che però non è mai totale. Nell'alopecia femminile è necessario valutare la presenza di disfunzioni ormonali.
Comunque nell'80 per cento dei casi nelle donne l'alopecia androgenetica ha carattere ereditario con trasmissione dal ramo materno.
La causa dell'alopecia androgenetica è il testosterone, un ormone maschile che viene convertito a livello dei tessuti periferici nella sua forma attiva, il diidrotestosterone (DHT), che è responsabile delle trasformazioni a carico del bulbo del capello. Il DHT contribuisce ad abbreviare la fase di crescita e ad assottigliare il capello; il normale ciclo del capello viene così modificato e aumenta il numero dei capelli persi giornalmente.
Il risultato è un progressivo assottigliamento e indebolimento dei capelli (miniaturizzazione dei capelli) con successiva caduta e atrofia del follicolo pilifero che avviene prevalentemente in alcune zone del cuoio capelluti (area frontale e vertice).
La calvizie può iniziare a qualsiasi età dopo la pubertà. Nell'uomo si verifica un progressivo arretramento della linea dei capelli della fronte (la cosiddetta "stempiatura"), oppure un diradamento sul vertice della testa.
Nella donna invece si verifica un diradamento generale dei capelli di solito in età più avanzata rispetto agli uomini (nel periodo pre e post menopausa). Le donne non diventano quasi mai completamente calve a meno che non siano affette da malattie che causano un aumento degli ormoni maschili.


La calvizie quindi è legata a due fattori:
1. l'effetto degli ormoni androgeni (maschili)
2. la predisposizione genetica ereditata dal lato paterno o materno della famiglia

Abbiamo visto come la causa della caduta dei capelli sia una sostanza derivata dal testosterone, il diidrotestosterone, un ormone maschile. La quantità di questo derivato "nocivo" per i capelli che viene prodotto a livello del cuoio capelluto dipende dalle caratteristiche genetiche di ogni individuo, cioè è ereditaria.
La predisposizione genetica influenza la sensibilità dei follicoli agli ormoni maschili e quindi la rapidità di comparsa e la gravità della malattia. Quindi non è un "eccesso di testosterone", come talora si crede, il responsabile della calvizie, ma il bulbo pilifero che risponde in maniera esagerata al derivato diidrotestosterone che è, come detto in precedenza, il primo responsabile della calvizie maschile.



TELOGEN EFFLUVIUM
Detta anche "DEFLUVIUM", è una forma acuta di breve durata di caduta dei capelli dovuta ad una serie di fattori che possono provocare un indebolimento del capello fino a farlo cadere.
E' più frequente nella donna e può verificarsi in tutte le età della vita.
Il paziente lamenta una aumentata caduta di capelli sia al momento del lavaggio che nel corso della giornata (possono cadere dai 100 ai 500 capelli al giorno!). Talvolta il paziente racconta fastidio o anche dolore al cuoio capelluto.
Sono fenomeni molto evidenti che preoccupano molto i pazienti, ma che non provocano diradamenti irreversibili: i capelli persi ricresceranno.
La caduta dei capelli diviene evidente circa 3 mesi dopo l'evento che ha provocato il defluvium.

Un Telogen Effluvium può essere conseguenza di due situazioni:
1) Una interruzione del ciclo del capello con brusco passaggio dalla fase di crescita alla fase di riposo. E' la forma più comune di defluvium, di solito conseguente a malattie infettive, alcuni farmaci (vitamina A), anestesia generale, mancanza di ferro (anemia vera oppure anche solo livelli di ferritina bassi),

2) Prolungamento della fase anagen del ciclo follicolare. Consegue a condizioni che prolungando la fase anagen, impediscono la fisiologica entrata in riposo del follicolo. Quando queste condizioni vengono meno, tutti i follicoli in anagen prolungato entrano contemporaneamente in riposo.
E' questa la caduta di capelli che si verifica dopo il parto o dopo l'interruzione della pillola anticoncezionale.

Uno dei fattori più importanti sono le diete, spesso "fai da te", che determinano dimagrimenti troppo rapidi e che sono negativi per i capelli e predispongono a cadute imponenti e protratte.
Studi recenti indicano che per un corretto assorbimento del ferro è importante l'aminoacido Lisina, contenuto soprattutto nella carne rossa. Per questo motivo una dieta povera di carni rosse è spesso associata a forme di defluvium.
Negativo è anche il fumo, lo stress, un importante intervento chirurgico, molti farmaci, alcune malattie (il diabete e patologie della tiroide), il periodo post parto (soprattutto se la mamma allatta ed è stressata dai nuovi ritmi di vita) e la presenza di mestruazioni abbondanti e frequenti.
Inoltre i capelli vanno protetti dal sole e dalle lampade abbronzanti. Il sole fa andare i capelli in una fase di riposo e la caduta autunnale è quindi il risultato dell'esposizione al sole dei mesi estivi.

Queste forme per lo più si risolvono spontaneamente, ma possono essere utili integratori alimentari accompagnati da una dieta equilibrata, non carente di proteine, frutta e verdure.
Sono utili anche i trattamenti cosmetici (shampoo e lozione anticaduta).
E' bene inoltre non spazzolare energicamente i capelli ed evitare il ricorso a colorazioni, decolorazioni e permanenti.



Tricogramma
Il tricogramma è un esame che consiste in un’ “Analisi Tricologica Microscopica” che ci permette di esaminare con buona approssimazione la percentuale dei capelli che si trovano nelle fasi ANAGEN CATAGEN e TELOGEN.
Di norma per problemi di ALOPECIA si devono prelevare i capelli nella zona della nuca.
Per casi di SEBORREA E/O IPERIDROSII si preleveranno capelli appartenenti alle zone temporali.
In caso di PITYRIASI E/O IPERIDROSI si preleveranno capelli nella zona della nuca.
In ogni caso non si dovranno mai prelevare capelli dalla zona frontale; questa zona è indicata per l’esame visivo sotto la lampada ad ingrandimento dei problemi della cuite e del cuoio capelluto.
Un corretto TRICOGRAMMA si effettua strappando con un’apposita pinza circa un centinaio di capelli situati in una delle zone di nostro interesse, evitando, come già detto sopra,k di strappare capelli situati sulla sommità del capo.
Si deve scegliere la crocchetta di capelli da prelevare (che deve essere tre o quattro volte più grande del campione necessario), si devono eliminare i capelli più lontani dal centro della ciocca da prelevare (che non ci saranno necessari perché saranno certamente in stato “Pseudo-distrofico” essendo stati “stirati” via dai follicoli e che provocano dolore quando si asportano).
Dopo aver eseguito un paio di volte la cernita della ciocca, avremo i capelli vicinissimi tra loro chiuderemo questi capelli in un’apposita pinza che dovrà poggiare sul cuoio capelluto; questa pinza sarà serrata al massimo. In fase successiva, tenendo ferma la pinza che stringe i capelli, con l’altra mano (in modo che non ci siano movimenti laterali che creino capelli “Pseudo-distrofici”) è necessario dare uno strappo deciso dal basso verso l’alto e contemporaneamente poggiare e premere un dito sulla zona di prelievo dei capelli ed il “Tricogramma” sarà INDOLORE.
I capelli strappati sono posti su un vetrino, vengono esaminati al microscopio ottici e quindi catalogati nelle diverse fasi ANAGEN, CATAGEN e TELOGEN.


MINERALOGRAMMA
Il mineralogramma è un esame basato sul “microincenerimento” di alcuni capelli prelevati dal cuoio capelluto e dalla successiva analisi delle ceneri, ed eseguito utilizzando “Raggi Roentgen” o “Assorbimento Atomico”.
Tale esame evidenzia la presenza o meno e la quantità di “oligoelementi” presenti nei capelli.
Gli “Oligoelementi” sono delle sostanze minerali che, pur essendo presenti in quantità piccolissime, sono indispensabili all’organismo. Molto spesso l’ambiente, i radicali liberi (causati dall’irrancidimento del SEBO), lo stress, un’0alimentazione non bilanciata correttamente, influenzano molto drasticamente la composizione chimica degli “Oligoelementi” che sono utilizzati per rilevare l’inquinamento ambientale e le carenze e/o eccessi di queste sostanze. I capelli demineralizzati sono sottili, porosi, fragili, atoni ed opachi.
Questo esame è rilevante per fornire indicazioni sulla corretta utilizzazione di alcuni “trattamenti”, sulla mancanza di alcuni “oligoelementi” nell’organismo e, in certi casi, si dimostra utilissima per consigliare una dieta (in campo tricologico e non).
 

PIGMENTAZIONE DEI CAPELLI
Il colore dei capelli dipende dalla densità dei granuli di PIGMENTO contenuti nel midollo e soprattutto nella zona della CORTECCIA.
Le tonalità di colore vengono determinate da due tipi di granuli di MELANINA che si chiamano “Eumelanina “ e “Feomelanina”; la prima apporta al capello il colore bruno, mentre il secondo apporta il colore rosso e biondo.
Nei capelli scuri i granuli di MELANINA sono molto compatti, mentre nei capelli chiari sono più piccoli e meno compatti; i granuli di pigmento prodotti dai MELANOCITI vengono ceduti alle cellule epidermiche del BULBO in fase ANAGEN.
La sintesi della MELANINA diminuisce progressivamente con l’età fino a che cessa quasi del tutto; in tal caso di nota la CANIZIE.
La CANIZIE è in sostanza la depigmentazione del capello; il colore dei capelli dipende da fattori genetici della densità dei granuli di pigmento contenuti nel midollo, e in massima parte nella CORTECCIA del capello.
È bene sapere che la pigmentazione del capello avviene in fase ANAGEN, mentre la depigmentazione è dovuta all’invecchiamento dei MELANOCITI che riducono notevolmente la loro attività Il processo d’insorgenza della CANIZIE inizia nella razza bianca intorno ai 30-35 anni, nella razza nera intorno ai 40-45 anni, mentre nella razza gialla è più precoce perché si comincia a notare intorno ai 30 anni; si può parlare di CANIZIE PRECOCE quando questo processo inizia una decina di anni prima dei limiti sopra accennati.
Si pensa che la CANIZIE possa dipendere da malattie autoimmunitarie (l’attività naturale di sintesi degli anticorpi che combattono contro gli agenti esterni al corpo umano, si deforma e questi anticorpi che combattono contro elementi naturali dell’organismo umano).
 

MODIFICAZIONE DEL FUSTO DEI CAPELLI
Il FUSTO dei capelli, sottoposto a spazzolature molto energiche, a cotonatura, a tinture, ad impropri trattamenti chimici, all’esagerata esposizione ai raggi del sole, può presentare al microscopio, ed anche ad occhio nudo nei casi più gravi, delle lesioni più o meno grandi.
Tali lesioni, dovute al fatto che il FUSTO DEL CAPELLO depauperato di una parte di aminoacidi solforati evidenzia un deterioramento della sua STRUTTURA CHERATINICA, danno origine alle seguenti alterazioni:

TRICOPTILOSI : le così dette “doppie punte” dei capelli; il fusto del capello evidenzia punte biforcute.
TRICORESSIA NODOSA : il fusto del capello assume la forma della “punta di un pennello” con fessure longitudinali o noduli disposti lungo tutto il fusto.
TRICOLASIA : il fusto del capello si presenta con la “punta ramificata” (come le dita di una mano aperta).
Nei casi sopradescritti per salvaguardare i capelli È OPPORTUNO SOSPENDERE l’uso di trattamenti chimici ed è necessario provvedere ad una pulizia molto leggera effettuando una sola passata di shampoo molto delicato; e molto meglio sottoporre i capelli ad un impacco di olio prima di procedere alla loro pulizia.



Anomalie della cute e dei capelli
Si definisce ANOMALIA ogni situazione anatomica o di funzione della norma; in tricologia le anomalie che ci interessano sono le seguenti:
Le “Anomalie del Cuoio Capelluto”
Le “Anomalie dei Capelli”
 

ANOMALIE DEL CUOIO CAPELLUTO
Forfora (Pitiriasi)
Seborrea (Ipersecrezione Sebacea)
Cute secca (Asteatosi)

 

FORFORA O PITIRIASI
La FORFORA è in sostanza formata da cellule epidermiche necrotizzate (morte). Si rende evidente conb l’apparizione sul cuoio capelluto di particelle accompagnata spesso da prurito più o meno forte. Può comparire a tutte le età, però maggiormente si manifesta nella pubertà e si localizza sul cuoio capelluto in particolare.
Per comprendere meglio l’argomento in relazione ai trattamenti da applicare è necessario suddividere la FORFORA in tre aspetti diversi tra loro:
FORFORA FISIOLOGICA
FORFORA PATOLOGICA
FORFORA OCCASIONALE


FORFORA FISIOLOGICA
Si può definire FORFORA FISIOLOGICA lo strato corneo che si desquama in continuazione dall’epidermide.
Nell’epidermide le cellule nascono nello strato “Basale”, maturano nello strato “malpighiano”, invecchiamo nello strato “granuloso”, si induriscono e muoiono negli strati “lucido e corneo”.
Questo strato a causa di molti agenti esterni quali il sole, l’aria, i lavaggi, le pettinature e le spazzolature, si desquama in continuazione. È ovvio che in conseguenza alla desquamazione le cellule basali si trasformano in malpighiane ecc. fino a che diventano cornee e cadono assumendo le caratteristiche della FORFORA FISIOLOGICA.
La desquamazione fisiologica è poco appariscente in quanto le particelle cornee che si distaccano sono piccole e poco importanti.
 

FORFORA PATOLOGICA
Si può parlare di FORFORA PATOLOGICA quando il distacco delle cellule è molto evidente e lo sfaldamento diventa anomalo.
In realtà non si conosce l’origine di tale anomalia, ma molti scienziati la fanno derivare da “insufficienze epatiche” (disturbi del fegato), “disturbi del ricambio” (alimentazione – eliminazione), “disturbi circolatori” (circolazione linfatica e sanguigna), “fattori vitaminici” (avitaminosi [assenza di vitamine], ipovitaminosi [carenze di vitamine], ipervitaminosi [eccesso di vitamine], disvitaminosi [cattiva utilizzazione delle vitamine da parte dell’organismo].
L’insieme di alcune di questa cause provocano con meccanismi e forme diverse, l’alterazione del “Complesso Biologico Idro-Lipidico-Proteico” agendo sulla “Secrezione Sudoripara”, sulla “Secrezione Sebacea” w sul “trofismo Cellulare” (processo nutritivo delle cellule).
Le alterazioni del “Complesso Biologico Idro-Lipidico-Proteico” si manifestano con:
Molta acqua in superficie (iperidrosi)
Poca acqua in superficie (disidrosi)
Molti grassi in superificie (seborrea)
Pochi grassi in superficie (asteatosi)
Molte sostanze proteiche (ipertrofia)
Poche sostanze proteiche (atrofia)

 

MOLTA ACQUA IN SUPERFICIE – IPERIDROSI
L’equilibrio idrico nei tessuti superficiali è data dalla sudorazione (traspirazione) e dal tenore in acqua delle stesse cellule.
Il sudore ( emuntorio sudorale) prende valori di reazione alcalina (basica) in stati di grandi affaticamento e nell’esagerata sudorazione conseguenza di particolari affezioni della cute quali la “Psoriasi”, l’ “eczema” e l’ “acne”.
Si può quindi affermare che il PH alcalino, assunto dal sudore nell’ “iperidrosi” ed unito ad un’eccessiva quantità d’acqua alla disgregazione della cheratina dello “strato corneo” dell’epidermide.
 

POCA ACQUA IN SUPERFICIE – DISIDROSI
È noto che la pelle, per mezzo delle “ghiandole sudoripare” e dei “vasi superficiali” assolve anche alla “Funzione di Termoregolazione” (regolazione del calore corporeo).
Nel momento in cui l’organismo deve smaltire poco calore per mezzo dell’evaporazione del sudore, la superficie della cute presenta “disidratazione”, “secchezza”, “ruvidezza” e “tendenza alla desquamazione”.
Allorquando la temperatura esterna si abbassa molto, avviene una reazione del “Sistema Nervoso Simpatico” che fa restringere notevolmente il diametro dei capillari sanguigni e pertanto il sangue in circolazione diminuisce (meno sangue in circolazione = meno dispersione del calore).
Il “Sistema Nervoso Simpatico” agisce, in caso di bassa temperatura, rallentando la produzione del sudore con una conseguente traspirazione molto diminuita che si chiama “PERSPIRATIO INSENSIBILIS” che porta pochissima acqua nella superficie cutanea.
 

MOLTI GRASSI IN SUPERFICIE – SEBORREA
L’eccessiva quantità di grassi sulla cute è causata dall’ipersecrezione sebacea (seborrea); l’eccesso di grasso imbibisce e rammollisce lo “strato corneo dell’epidermide” e lo fa rapidamente sfaldare.
In casi di forfora e seborrea oleosa l’applicazione di buoni prodotti igienici antiforforali non darà mai quasi risultati positivi; risultati positivi si noteranno dopo l’applicazione di buoni prodotti antiseborreici.
 

POCHI GRASSI IN SUPERFICIE – ASTEATOSI
La carenza di grassi sulla cute, spesso causata da una “iposecrezione sebacea” (scarsa secrezione di sebo”, porta con facilità ad una importante desquamazione.
 

MOLTE SOSTANZE PROTEICHE – IPERTROFIA
Le proteine sono sostanze complesse costituite da “aminoacidi” ed hanno il compito di “formare la struttura delle cellule organiche”; provengono dall’alimentazione, sono veicolate dai vasi sanguigni e provvedono al “trofismo cellulare” (nutrizione).
Quando si è in uno stato di “ipetrofia” le cellule germinali sono iper – alimentate e producono sostanze proteiche con grande abbondanza, con la conseguenza che si verifica una “mitosi” (profilerazione cellulare – cariocinesi) più attiva con la formazione di nuove cellule che provocano l’ispessimento della cute dando origine ad una CHERATOSI o IPERCHERATOSI con lo sfaldamento delle cellule che provoca forte desquamazione.
 

POCHE SOSTANZE PROTEICHE – ATROFIA
Quando le cellule dello “stato germinativo” sono poco nutrite ed assumono scarse sostanze proteiniche si ha una “mitosi” (proliferazione cellulare – cariocinesi) più lenta ed una riduzione dello stato corneo della cute che si sfalda con estrema facilità a causa di stimoli esterni.
 

DISTROFIA CELLULARE
La “Distrofia cellulare”, è causata da una corretta nutrizione delle cellule e può causare la variazione della quantità biologica dell’acqua, delle “lipo-proteine”, e dei “Sali alimentari” contenuti nelle cellule.
 

AUTOINTOSSICAZIONE
Le “insufficienze epatiche”, i “disordini di circolazione” ed i “disturbi del ricambio”, presenti contemporaneamente nell’organismo possono provocare l’AUTOINTOSSICAZIONE; quindi possiamo affermare che l’AUTOINTOSSICAZIONE è un “autoavvelenamento” generale o locale causato dalla non eliminazione di “tossine e/o rifiuti organici”.
Tali “tossine” arrecano al sangue e alle secrezioni delle modificazioni che portano in crisi il sistema riproduttivo delle cellule ed il sistema di nutrizione delle stesse; infatti quando la cute non può eliminare le tossine insorge un intossicazione della cute causata dal fatto che le “proteine di cheratina” intossicate dalle “tossine” si modificano, induriscono, coagulano, si disidratano e vengono velocemente smaltite sotto forma di desquamazione cioè FORFORA.
Inoltre l’AUTOINTOSSICAZIONE provoca spesso delle “contrazioni nervose alterate” che vanno a modificare le “secrezioni ghiandolari normali” con l’espulsione attraverso tali ghiandole di “sebo” e “sudore” alterati.
Infatti nell’ “iperidrosi” alla grande sudorazione si mischia una certa quantità di UREA che porta il “cuoio capelluto”, normalmente acido, ad alcalinizzarsi superficialmente. Tale modificazione del PH della pelle compromette l’effetto autosterilizzante (autodisinfettante) del MANTELLO IDROLIPIDICO lasciando via libera alle infezioni cutanee. È noto che le infezioni sommate al PH diventato alcalino causano l’anormale desquamazione dell’epidermide. (FORFORA).
Altra conseguenza dell’AUTOINTOSSICAZIONE è la “DISIDRATAZIONE CUTANEA” causata dai “Sali minerali” presenti nelle cellule; questi sali apportano acqua nelle cellule purché siano fissati nelle stesse dagli “Alcoli Grassi”.
Quando nel sangue esiste uno squilibrio nel rapporto “Fissaggio/Eliminazione“dei “Sali minerali” e pertanto un’eccessiva eliminazione di tali Sali provoca la DISIDRATAZIONE CUTANEA che provoca una anomalia nutrizione e riproduzione delle cellule, la comparsa di rughe cutanee ed una forte desquamazione.
Le vitamine che interagiscono con i processi cutanei sono A, E, F, PP, H e le vitamine del gruppo B, quindi si ritiene che la presenza in eccesso o in difetto di alcune di esse modifichino l’aspetto della cute causando la FORFORA.
 

FORFORA OCCASIONALE
La FORFORA OCCASIONALE può essere originata da cause esterne che si possono suddividere in due gruppi:

- Microrganismi (infezioni)
- Trattamenti igienici errati

Tra i microrganismi responsabili della FORFORA OCCASIONALE c’è il “Pityrosporum di Malassez” che è un fungo parassita che ci annida nello strato “corneo dell’epidermide” che gli serve per alimento.
La micosi causata dal “Pityrosporum di Massalez” provoca un forte prurito ed abbondante desquamazione.
Il “Micrococco” è responsabile di alcune forme di desquamazione con lamelle piuttosto grandi e che non crea prurito.
Altri microrganismi che si annidano nella FORFORA, che è fonte di nutrimento e di sviluppo ideale, sono: il “pytosporum Ovalis”, lo “Stafilococcus Aureus”, lo “Stafilococcus Albus” ed il “Coccus Polimorfus di Cederkreutz”; tale batterio crea un’infiammazione della cute con presenza di siero che si amalgama alle squame di FORFORA formando una specie di melma che con facilità si può scambiare con seborrea.
I trattamenti igienici errati per buona parte responsabili di molte anomali del cuoio capelluto e dei capelli; essi sono: shampoo troppo essiccanti, lozioni troppo alcoliche, abuso di sostanze alcaline, ossidanti, riducenti e phon e/o casco con aria surriscaldata.


FASI IGIENICHE TROPPO ESSICCANTI
Lavare i capelli con shampoos troppo alcalini, l’uso di shampoos molto sgrassanti molto di frequente provocano l’impoverimento del sebo cutaneo con la conseguenza che lo strato epidermico, non più protetto adeguatamente, di disgrega producendo FORFORA.
 

LOZIONI TROPPO ALCOOLICHE
L’alcool ha un’azione disidratante ed essiccante delle “cheratine” piuttosto intensa per cui l’applicazione di lozioni molto alcoliche possono sfaldare lo “strato corneo dell’epidermide”.
 

ABUSO DI SOSTANZE ALACALINE – RIDUCENTI – OSSIDANTI
Tali sostanze hanno caratteristiche “cheratolitiche”, cioè disgregatrici delle “cheratine”.
Nei tessuti l’equilibrio chimico-fisico è dovuto dalla “ossido-riduzione” (metabolismo).
Nella “reazione ossidante” (catabolismo) i tessuti producono calore ed energia e di conseguenza le cellule si rovinano, mentre nelle “reazione riducente” (anabolismo) le cellule si ricostituiscono; a livello dell’epidermide le “fasi di ossidazione” e le “fasi riducenti” avvengono tra la CISTEINA ( cheratina molle) e la CISTINA (cheratina dura).
Nella “reazione ossidante” la CISTEINA si trasforma in CISTINA, mentre nella “reazione riducente” avviene l’operazione inversa; quindi queste “reazioni” sono reversibili.
L’abuso di sostanze alcaline, riducenti ed ossidanti può rendere irreversibile questo processo e trasformare queste sostanze “cheratinoidi” in sostanze solubili e diverse da quelle di partenza con la conseguenza che lo strato epidermico tenderà a sfaldarsi ed a produrre FORFORA.
 

PHON CON ARIA TROPPO CALDA
Il calore troppo secco tende a disidratare la “cheratina” ed a renderla fragile e friabile; questo effetto è reso più intenso se lo “strato corneo epidermico” è stato appena idratato con un lavaggio.
 

TRATTAMENTI MECCANICI – GRATTAMENTI
Sottoporre il cuoio capelluto ed i capelli a trattamenti con unghie, spazzole, pettine ecc, significa spesso provocare piccole lesioni di tipo abrasivo ed escoriativo che possono dare origine ad infiammazioni localizzate nella cute che sono seguite da desquamazione. Attraverso queste lesioni possono penetrare dei “microrganismi patogeni” (cocchi e miceti) per cui, in certi casi, la FORFORA conseguenza di trattamenti meccanici e/o trattamenti può essere accompagnata da una “ipersecrezione sebacea” che imbeve le squame forforacee che si appiccicano al cuoio capelluto.
Questo tipo di FORFORA si chiama “PITIRIASI STEATOIDE”.
 

DANNI PROVOCATI DALLA FORFORA
In alcuni casi la FORFORA provoca la caduta dei capelli e ne impedisce il normale ciclo fisiologico di ricambio; infatti la FORFORA favorisce l’insorgere di infezioni provocate da microbi di vario tipo che generano prurito, quindi si genera un ciclo perverso di prurito, trattamento, conseguenti lesioni superficiali e infezioni sempre più serie.
Da un punto di vista estetico la FORFORA da un senso di untuoso di persona poco pulita con emanazione di cattivi odori dalla capigliatura.
 

TRATTAMENTO LOCALE DELLA FORFORA
La FORFORA PATOLOGICA e la FORFORA OCCASIONALE possono essere trattate con “Trattamenti Locali” adeguati ed è ovvio che i risultati di soluzione totale ottenuti con la FORFORA OCCASIONALE non potranno mai essere raggiunti con la FORFORA PATOLOGICA, tant’è vero che persone affette da quest’ultima anomalia dovranno sottoporre a controllo i loro capelli ogni sei mesi circa.
Dei “Trattamenti Locali” formulati correttamente dovranno svolgere le seguenti funzioni:
Rendere solubili e distaccare la parte squamosa dello “stato corneo” della cute.
Distruggere i microrganismi con un’adeguata azione antimicotica e disinfettante
Avere un’azione antipruriginosa
Favorire l’assorbimento delle sostanze attive ed anticrobiche
Stimolare gli elementi di autodifesa dell’organismo
Attuare un’azione balsamica sulle cellule dell’epidermide
Ricreare l’equilibrio del “Mantello acido-idro-lipidico” della cute



Nozioni basilari sui detergenti per capelli
La funzione essenziale dei detergenti è quella di pulire la cute dei capelli in modo adeguato ed adatto alle varie anomali e/o caratteristiche del particolare cuoio capelluto.
In buona sostanza quello che oggi manca non sono prodotti igienici adatti, ma è paradossalmente, la mancanza di qualcuno in grado di consigliare i prodotti di pulizia più adatti senza peraltro essere condizionato da marchi, grosse scorte da vendere ecc.
Un detergente correttamente formulato dovrebbe contenere, oltre ai tensioattivi, sostanze conservanti, preservanti, addensanti, opacizzanti, chelanti (ioni metallici legati da un minimo di 2 legami a carica negativa), trattanti, profumo e coloranti; c’è da considerare che buona parte delle sostanze sopra elencate non sono tricologicamente utili, ma servono a dare al prodotto il necessario “Appeal” (aspetto) visivo e olfattivo.
 

FUNZIONAMENTO DEI PRODOTTI IGIENICI
Lo scopo di un prodotto di pulizia dei capelli e del cuoio capelluto è quello di detergere, mescolandosi all’acqua, la cute. Gli shampoos si possono definire dei composti TENSIOLITI i cui componenti sono detti TENSIATTIVI perché sono in grado di modificare la “tensione superficiale” dei liquidi (acqua) in cui sono disciolti.
Cercando di capire come funzionano, supponiamo di trovarci di fronte ad una capigliatura sporca: la sola acqua non riesce a detergere sufficiente i capelli perché non riesce ad eliminare da sola le sostanze grasse e ciò accade perché acqua e grassi non sono mescolabili.
Il grasso e lo sporco sono appiccicati alla cute ed ai capelli da forze superficiali; quindi lo shampoo, in virtù dei TENSIOATTIVI in esso contenuti, abbassa la tensione di superficie SPORCO-CUTE-CAPELLI. Quanto sopra può avvenire perché lo shampoo nei suoi componenti ha delle molecole IDROFILE (che si sciolgono in acqua) e delle molecole IDROFOBE ( che si sciolgono nel grasso) quindi la pulizia può avvenire perché le molecole IDROFILE si appropriano della parte formata dall’acqua e le molecole IDROFOBE di quelle formate dal grasso. Queste due parti riescono ad unirsi insieme e, con l’ausilio di forze meccaniche di strofinamento, ad emulsionarsi in schiuma.
I TENSIOATTIVI comunemente presenti negli shampoos sono:
TENSIOATTIVI ANIONICI
TESIOATTIVI NON IONICI
TENSIATTIVI ANFOTERI
TENSIATTIVI CATIONICI

Gli ioni sono particelle cariche elettricamente; gli IONO POSITIVI (+) si chiamano CATIONI e gli IONI NEGATIVI (-) si chiamano ANIONI.
 

TENSIOATTIVI ANIONICI
I TENSIATTIVI ANIONICI si chiamano in tale modo perché immessi in soluzione in acqua generano ANIONI, quindi danno origine a cariche negative (-); dato che i capelli sono caricati all’esterno anch’essi negativamente aderendo allo sporco che ha carica positiva i TENSIOATTIVI ANIONICI tenderanno ad allontanare la capigliatura dallo sporco.
Questo fenomeno è analogo a quanto accade in elettrotecnica quando si avvicinano tra loro i due poli negativi di una calamita che si respingono reciprocamente . I TENSIATTIVI ANIONICI puliscono molto bene, allontanano qualsiasi tipo di sporco producendo schiuma abbondante e sono i TENSIATTIVI più usati per gli shampoos ed i detergenti in genere.
Gli effetti negativi di tali sostanze sono causati dal fatto che in acqua il loro “PH” diventa alcalino (il mantello acido-idro-lipidico è invece a reazione acida) e sono estremamente forti poiché asportano dalla cute insieme allo sporco la cuticola dei capelli, elettrizzano cute e capelli creando condizioni poco vantaggiose all’acconciatura dei capelli. Volendo utilizzare le buone qualità detergenti dei TENSIATTIVI ANIONICI si possono unire a questi TESIOATTIVI NON IONICI; il suo “PH” può essere reso neutro o meglio reso acido aggiungendo acidi deboli tipo “acido lattico” o “acido citrico”.
I più noti TENSIATTIVI ANIONICI sono gli ALCHILSOLFATI, ALCOILSARCOINATI, ALCHILSEMISOLFUCCINATI, CONDENSATI TRA ACIDI GRASSI E AMINOACIDI.
 

TENSIOATTIVI NON IONICI
I TENSIATTIVI NON IONICI sono definiti in tal modo perché non si ionizzano in soluzione con l’acqua. Infatti non si scompongono in cariche elettriche perché non ne hanno. Il loro “PH” è 7 (neutro) ed in pratica questi TENSIOATTIVI di solito vengono adoperati come TENSIOATTIVI aggiuntivi di altri perché addolciscono l’azione detergente dei TENSIOATTIVI ANIONICI.
I più noti TENSIOATTIVI NON IONICI sono gli ALCHILOAMIDI, ESTERI DEL GLUCOSIO E DEIL SACCAROSIO, ALCHILAMINOSSIDI, DERIVATI ETOSSILATI.
 

TENSIOATTIVI ANFOTERI
I TENSIOATTIVI ANFOTERI sono definiti in tal modo perché hanno la proprietà di modificare, a seconda della soluzione in cui sono immessi, la loro carica elettrica e quindi le loro caratteristiche acide ed alcaline; in pratica in una soluzione alcalina si comportano da TENSIOATTIVI ANIONICI con carica negativa o “PH” alcalino; mentre in soluzione acida si comportano come TENSIOATTIVI CATIONICI con carica positiva e “PH” acido.
Questo tipo di TENSIOATTIVI trovano molte applicazioni perché non irritano gli occhi o la cute, esplicando un’azione detergente dolce e delicata; spesso vengono miscelati con TENSIOATTIVI ANIONICI. Tra i principali TENSIOATTIVI ANFOTERI ci sono le IMIDAZOLINE le BETAINE.
 

TENSIOATTIVI CATIONICI
Si chiamano TENSIOATTIVI CATIONICI quei TENSIOATTIVI che in soluzione acquosa producono CATIONI; i CATIONI hanno carica elettrica positiva (+) e “PH” acido.
Questo tipo di TENSIOATTIVI sono pochissimi usati perché essendo caricati positivamente hanno una ridottissima capacità detergente.
In teoria uno shampoo CATIONICO presenta grandiosi vantaggi in tricologia quali il “PH” acido con azione antistatica e rispetto del “Mantello Idro-Acido-Lipidico”, e conseguente migliore pettinabilità dei capelli.
Questi TENSIOATTIVI possono essere mischiati con TENSIOATTIVI NON IONICI e con TENSIOATTIVI ANFOTERI; non sono assolutamente compatibili con i TESIOATTIVI ANIONICI che hanno carica elettrica negativa.
Tra i TENSIOATTIVI CATIONICI più noti ci sono i SALI QUATERNARI DI AMMONI, SALI PIRIDINIO QUATERNARIO, SALI DI ISOCHINOLINIO QUATERNARIO.
 

IL PH
Le soluzioni acquose sono definite acide o basiche in base alla concentrazione di “ioni idrogeno” (H+) ed idrossido (OH-) che contengono. La scala del PH da va 0 a 14; l’acqua pura è neutra ed ha PH 7 perché contiene ugual numero di ioni idrogeno e ioni idrossido.
Una soluzione che contiene più ioni H+ che ioni OH- ha un PH minore di 7 e viene definita acida; più il PH è basso, perché ci sono molti H+ e pochi OH- viene definita una soluzione acida. Viceversa alla soluzione che contiene meno H+ rispetto agli OH- viene definita alcalina (o basica) ed avrà un PH superiore a 7; più la soluzione è basica più il suo PH sarà elevato.
Una soluzione è acida quando è può cedere un ione idrogeno, mentre una soluzione è alcalina quando è in grado di accettare uno, o più, ioni idrogeno ceduti dalla soluzione acida.
L’acidità e l’alcalinità (basicità) ed il PH sono estremamente importanti in biologia, l’uomo è infatti costituito quasi per il 70% del suo volume da acqua e quindi da soluzioni acquose. Le cellule hanno concentrazioni di ioni H+ e OH- entro valori molto ristretti, dato che anche piccole variazioni di PH possono condizionare le basilari reazioni metaboliche tra le cellule.
 

GLI OLI NELLA MODERNA COSMETRICOLOGIA
Gli oli in cosmetricologia hanno svariati usi; sono adoperati come impacchi trattati, seguiti da abbondante risciacquo ed il loro uso è condizionato da una serie di accorgimenti che non sono alla portata di tutti. Gli “Oli ad azione detergente” contengono di norma TENSIOATTIVI CATIONICI e possono sostituire occasionalmente gli shampoos in caso di capelli molto danneggiati, delicati e non molto sporchi.
Gli “Oli ad azione ristrutturante” che contengono anche olio di jojoba, di ricini, di malto di noce sono impacchi da vaporizzare sui capelli perché agiscono meglio in un ambiente umido hanno un PH acido e carica elettrica positiva, ristrutturano il capello nella sua lunghezza, aumentano la sua morbidezza, lucentezza e pettinabilità.
Per mitigare l’azione deleteria di tinture, permanenti, decolorazioni, stirature questi prodotti possono essere aggiunti in piccole dosi (10 ml circa) ai nocivi preparati destrutturanti sopra citati.
Gli “Oli ad azione antiforforale” hanno un PH acido, sono carichi con sostanze chimiche deforforanti quali lo zinco piritione o sostanze di origine vegetale quali catrami vegetali estrattivi glicoli di pino di ginepro ed altri, hanno caratteristiche battericide e puliscono correttamente il cuoio capelluto dalle agglomerazioni forforali (pityrianiche) e richiedono un certo tempo di posa, meglio se in ambiente umido e devono essere abbondantemente risciacquate insieme ad uno shampoo molto delicato e dolce.
Gli “Oli protettivi” contengono, in aggiunta a quanto sopra descritti, uno o più filtri solari tant’è vero che se tenuti in posa sulla lunghezza dei capelli durante i bagni di sole, proteggono gli stessi dall’azione dannosissima ed altamente nociva dei raggi ultravioletti.
 

CREME DOPO-SHAMPOO PER CAPELLI
Dopo essersi fatti lo shampoo sarebbe meglio usare una buona crema dopo-shampoo dato che tali prodotti contengono sostanze CATIONICHE a “PH” acido che migliora la pettinabilità dei capelli li rende lucidi e morbidi. In virtù del fatto di essere a reazione acida tendono a normalizzare il “PH” della cute ed esercita un’azione “seboregolatrice” sulle “ghiandole Sebacee” che trovando sulla cute dei prodotti simili al SEBO, diminuiscono l’escrezione sebacea verso l’esterno. Inoltre dato che le CREME DOPO-SHAMPOO hanno una carica positiva e anche lo sporco è caricato positivamente si crea una reazione che tende ad allontanare lo sporco.
Queste CREME sono in realtà delle emulsioni fluide. (unione di oli ed acqua) e quindi in realtà, pur umettando cute e capelli, non li rendono grassi.


La caduta dei capelli
Al fine di capire meglio l’uso dei “trattamenti” è opportuno suddividere la caduta dei capelli in:
Caduta fisiologica
Alopecia
 

LA CADUTA FISIOLOGICA
Tutte le cellule viventi prima o poi muoiono e ciò accade relativamente alla “Matrice del Capello” presente nella “radice” nel fondo del “follicolo”. Pertanto il capello ha un suo ciclo vitale proprio; infatti nasce, si accresce, muore;lascia delle cellule viventi che si accrescono, danno vita al nuovo capello che espelle nell’accrescersi un nuovo capello. In tal modo si hanno dei vari e propri cicli vitali che si ripetono nel tempo.
Pertanto perdere quotidianamente un certo quantitativo di capelli, in media dai 30 ai 35 capelli al giorno è un fattore fisiologico (normale).
In determinati individui si ha una caduta “Fisiologica” importante addirittura di un centinaio di capelli al giorno che non crea comunque preoccupazione alcuna se TUTTI i capelli caduti torneranno a crescere.


ALOPECIE
La caduta dei capelli deve essere considerata un’anomalia quando è eccessiva e quando non tutti i capelli caduti avranno un a ricrescita normale; in tal caso questa anormale caduta assume il nome di ALOPECIA. Le ALOPECIE si distinguono in:
Alopecie Cicatriziali” (senza che i capelli abbiano la possibilità di ricrescere)
Alopecia Temporanee” (con la possibilità che i capelli ricrescano)
 

ALOPECIA CICATRIZIALI
Si definiscono “Alopecie Cicatriziali” tutte quelle alopecie nelle quali lungo tutto il follicolo si viene a formare un tessuto epiteliale cicatriziale che impedisce la crescita di un nuovo capello; le alopecie cicatriziali più note sono le seguenti:
“ Defluvium Anagen”
“ Alopecia Seborroica”
“ Alopecia Pityrianica” (da forfora)
“ Alopecia di tricotillomania”
“ Alopecia cicatriziale secondaria a Lupus Eritametoso”
“ Alopecia attinica” (da radiazioni)


DEFLUVIUM ANAGEN
Questa forma di “alopecia” porta alla caduta dei capelli quando questi non hanno ancora terminato il loro ciclo vitale e ciò accade dopo circa un mese dall’avvenimento che ha provocato l’instaurazione del “defluvium anagen”.
Nella fase iniziale questo tipo di “alopecia” si manifesta con un graduale diradamento dei capelli a livello della fronte e del vertice del capo, in fase successiva il diradamento si estende verso le zone parietali, lasciando intatte le zone temporali e della nuca.
Si crede che gli androgeni (ormoni prodotti dalle donne dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali e nell’uomo dai testicoli) agiscano sia sulle “matrici germinali” che sulle “ghiandole sebacee”; infatti gli ormoni rendono il ciclo vitale del capello più veloce.
La caduta iniziale è dovuta all’incremento del numero dei capelli in fase TELOGEN rispetto a quelli in fase ANAGEN; tant’è vero che i capelli di ricrescita in fase ANAGEN risultano essere molto sottili, con diradamento sempre più esiguo, meno colorati, più corti, più radi. Si dice che queste cause sia determinate da caratteri ereditari “autosomici” che indurrebbero gli “anticorpi” a riconoscere, a causa di degenerazioni ormonali ed a caratteristiche genetiche, come “estranei” i capelli situati nelle zone colpite dal “defluvium anagen”.
 

ALOPECIA SEBORROICA
Si chiama “alopecia seborroica” la caduta dei capelli causata dall’eccesso di sebo; le zone più colpite sono la carte frontale e il vertice del capo, mentre nelle altre zone il quantitativo delle ghiandole sebacee è minore e pertanto quelle zone sono meno danneggiate dal fenomeno.
In casi di grave SEBORREA le “ghiandole Sebacee” immettono attraverso i “Dotti Escretori” il sebo in eccesso dentro i FOLLICOLI che ne impedisce la normale ossigenazione, ammorbidisce eccessivamente le RADICI e, complici le trazioni a cui i capelli sono sottoposti nella vita quotidiana (pettinature – spazzolature – massaggi – ecc.), ne facilita il distacco con la conseguenza che il ritmo di accrescimento dei nuovi capelli diventa sempre più frenetico e la loro vita sempre più breve di ciclo in ciclo.
Infatti le nuove cellule prodotte dalla “Papilla Germinativa” tendono a spiegarsi verso la parte superiore, verso l’esterno, ma dato che sono formate da CHERATINA MOLLE vengono plasmate dalle dimensioni dei FOLLICOLI che si presentano sempre più piccoli a causa dei rifiuti depositati sulle pareti, pertanto i nuovi capelli saranno molto più sottili, spenti e scoloriti e molto meno robusti.
Chiaramente questo ciclo perverso continuerà fino a che le PAPILLE GERMINATIVE non saranno “atrofizzate” ed il capello non crescerà più.
Inoltre c’è da tener presente che nella composizione chimica del sebo è presente una sostanza detta SQUALENE che, rafforzata la sua potenza con l’ossidazione, possiede un forte potereDEPILATORIO che diventa un ulteriore fattore antagonista alla ricrescita dei capelli. Da un punto di vista statistico il 60% dei casi di caduta di capelli senza normale ricrescita è da attribuirsi all’ALOPECIA SEBORROICA”.
 

ALOPECIA PITYRIANICA (DA FORFORA)
Le squame più piccole della desquamazione della cute, non correttamente asportate dalle prassi igieniche occludono l’uscita del “canale follicolare” ed impediscono all’ossigeno di penetrare e contemporaneamente ostacolano il SEBO nel suo normale fuoriuscire sulla cute; questa situazione in cui si vengono a trovare i capelli crea forti ostacoli alla loro formazione e di conseguenza col passare del tempo, la “Papilla Germinativa” tende ad atrofizzarsi.
Da un punto di vista statistico il 20% dei casi di caduta dei capelli senza normale ricrescita deve essere attribuita alla FORFORA.
 

ALOPECIA DA TRICOTILLOMANIA
Spesso accade che i giovani quando studiano abbiano la mania di strapparsi i capelli o di grattarsi in continuazione il cuoio capelluto con le unghie; quest’ anomalia si chiama TRICOTILLOMANIA.
Le zone colpite sono molto sfoltite e la cute è di colore bianco; se lo strapparsi i capelli continua nel tempo lo sfoltimento assume caratteristiche cicatriziali ed i capelli non crescono più.
 

ALOPECIA CICATRIZIALE SECONDARIA A LAPUS ERITEMATOSO
Questo tipo di Alopecia si manifesta quando le cellule della cute e dei follicoli vengono disgregste da questa malattia; di conseguenza nella cute colpita non può verificarsi una ricrescita di capelli perchè le cicatrizzazioni occludono i follicoli da cui nascono e crescono i capelli.
 

ALOPECIA ATTINICA (DA RADIAZIONI)
Esporre i capelli a lunghe esposizioni ai “raggi ultravioletti” o , peggio ai “raggi X” può causare un ALOPECIA CICATRIZIALE irreversibile; è pertanto di vitale importanza evitare tutti quei “trattamenti” che prevedono l’uso di radiazioni localizzate al cuoio capelluto.


ALOPECIE TEMPORANEE
Sono chiamate “Alopecia temporanee” tutte quelle cadute di capelli che sono, o possono essere reversibili; cioè causate da anomalie che, una volta rimosse, non creano ostacoli alla normale ricrescita dei capelli. Le alopecia temporanee più comuni sono:
“ Effluvium Telogen”
“ Alopecia da autointossicazione”
“ Alopecia da disordini circolatori”
“ Alopecia da disordini nervosi”
“ Alopecia da Scompensi Vitaminici”
“ Alopecia da Stress”
“ Alopecia da Disfunzioni Endocrine”
“ Alopecia Decalcante”
“ Pseudo Alopecia di Brocq”
“ Alopecia senile”
“ Alopecia Areata” (o Tonsurante)
“ Alopecia da Stati Infettivi”
“ Alopecia da intossicazioni”
“ Alopecia da Shock”
“ Alopecia da Malattie Gravi”
“ Alopecia da Ipervitaminosi (A)”

 

EFFLUVIUM TELOGEN
Si tratta di una forma di “Alopecia Reversibile” che non dura a lungo, infatti si evolve circa in due mesi.
L’abbondante caduta di capelli in questa “alopecia” è causata da avvenimenti fisicamente ed emotivamente significativi accaduti tre, quattro mesi prima; questo periodo di tempo infatti è necessario alla caduta del capello a seguito di un danno a livello della “matrice del BULBO”.
Nell’”effluvium telogen” il danno alla “matrice” si verifica quando il capello è in fase ANAGEN portando prematuramente in fase CATAGEN-TELOGEN e, come detto prima, si verifica la caduta dei capelli dopo tre quattro mesi dall’avvenimento scatenante.
Le cause dell’ “effluvium telogen” spesso sono dovute al parto, ad ingestione di farmaci in dosi elevate, gli interventi chirurgici, le anestesia, le febbri molto forti, gli stati depressivi, la sospensione di contraccettivi ed alla “caduta” degli ormoni ESTROGENI.
 

ALOPECIA DA INTOSSICAZIONE
La causa di tale “alopecia” è procurata da contrazioni nervose che provocano una “vasocostrizione” (restringimento) dei capillari che irrorano le “papille germinative”del FOLLICOLO; questa scarsa irrorazione sanguigna provoca la ridotta nutrizione dei capelli che si indeboliscono e cadono precocemente.
 

ALOPECIA DA DISORDINI CIRCOLATORI
Quando la cute si indurisce, gli ammassi di scorie e di lipidi da eliminare comprimono le “arteriose” e riducono, fino a chiuderlo, l’afflusso del sangue alle “papille germinali” con conseguente minor ossigenazione e nutrizione dei follicoli con la formazione quindi di capelli deboli, spenti o scoloriti.
Altra causa di questa “alopecia” è dovuta all’arterio sclerosi papillare” per cui si formano delle “strozzature£ provocate da rifiuti calcarei con le conseguenze sopra descritte.
 

ALOPECIA DA DISORDINI NERVOSI
Ci sono molte forme di “disordini nervosi” che provocano l’eccesso della caduta di capelli , in particolare quei disturbi provocati dal “sistema nervoso simpatico” che prende il comando sul “sistema nervoso vago” (simpaticotania) e causa una “vasocostrizione" (contrazione dei vasi sanguigni) delle piccole arterie con la logica ed ovvia riduzione di nutrimento e di ossigenazione alla “papilla germinativa” con le conseguenze descritte nel paragrafo precedente.
 

ALOPECIA DA SCOMPENSI VITAMINICI
Le vitamine che sono coinvolte in qualche modo con i capelli sono: A, B/5, D, E, PAB, ed altre del complesso B.
Poiché l’interazione delle vitamine in tricologia non è del tutto chiara, si ritiene che la mancanza o l’eccesso di una delle sopra citate vitamine possa creare difficoltà alla corretta crescita dei capelli, e in alcuni casi, a causarne la precoce caduta.
 

ALOPECIA DA STRESS
Le tensioni, il ritmo di vita, le preoccupazioni, l’ambiente di lavoro, le emozioni, gli affanni causati dalla vita moderna creano ,malattie “psicosomatiche” (dell’adattamento), disturbi nella circolazione, anemie, ipersecrezioni sebacee e questo adattamento continuo alla lunga causerebbe la contrazione delle “arteriole” che alimentano le “papille germinali” con conseguente scarsa circolazione sanguigna, ridotta ossigenazione con evidenti danni ai capelli che abbiamo osservato nei paragrafi precedenti.
 

ALOPECIA DA DISFUNZIONI ENDOCRINE
Le “ghiandole a secrezione interna” TIROIDE, IPOFISI, SURRENALI, SESSUALI, a causa di loro disfunzioni nella produzione degli ORMONI spesso possono procurare una forte caduta di capelli che, una volta corrette le anomalie ormonali, tornano a ricrescere.
 

ALOPECIA DECALVANTE
Tale tipo di “alopecia” è detta anche “alopecia totale” e colpisce, oltre i capelli anche le sopracciglia, le ciglia, la barba, e gli altri peli del corpo. Le cause scatenanti di questa malattia non sono conosciute e sembra che dipenda da “scompensi nervosi”.
 

PSEUDO ALOPECIA DI BROCQ
La causa della “pseudo alopecia di brocq” è a tutt’oggi sconosciuta, è riconoscibile con facilità poiché sul cuoio capelluto ci sono tante piccole porzioni sfornite di capelli una vicino all’altra; è chiamata anche “impronte sulla neve”.
La superficie nei punti di mancanza di capelli è particolarmente liscia e lucida.
 

ALOPECIA SENILE
Questo tipo di calvizie è causata dall’”Atrofia della Papilla” causata dall’invecchiamento dell’organismo; comunque non sempre si verifica dato che ci sono individui molto anziani con una capigliatura ancora integra.

ALOPECIA AREATA
Questo tipo di alopecia non è contagiosa; è caratterizzata da zone del cuoio capelluto mancanti completamente di capelli circondate da zone densamente popolate da peli; la cute colpita si presenta liscia, morbida, nitidamente pulita. Le cause non sono bene conosciute, ma si pensa che dipenda da “alterazioni nervose”, “squilibri ormonali” , “infezioni locali”. Trattando il cuoio capelluto con TRATTAMENTI STIMOLANTI ed IPEREMIZZANTI (che richiamano sangue) spesso i capelli crescono inizialmente di colore bianchiccio, poi riacquistano gradualmente il loro colore naturale.
 

ALOPECIA DA STATI INFETTIVI
Queste alopecia sono provocate da malattie infettive quali il tifo, la sifilide, la scarlattina, la setticemia, la polmonite…
Dopo che l’organismo si è ristabilito completamente dalle malattie di cui sopra, si assiste abitualmente ad una graduale costante ricrescita.
 

ALOPECIA DA INTOSSICAZIONI
Questo tipo di alopecia è tipica delle persone che sono vittima di intossicazioni alimentari, da farmaci a base di mercurio ed arsenico. Colpisce inoltre persone che lavorano questi composti chimici senza adeguata protezione. Rimovendo tempestivamente le cause, la caduta di capelli è completamente reversibile.
 

ALOPECIA DA SHOCK
E’ da considerarsi una “alopecia” di origine nervosa e si instaura dopo una grave ferita o dopo un importante e massiccio intervento chirurgico. Di norma la caduta dei capelli è reversibile in tempi medi.
 

ALOPECIA DA MALATTIE GRAVI
Come per la “alopecia da shock” si ritiene che la causa sia di origine nervosa e che si manifesti durante il decorso di malattie gravi quali leucemia, gravi anemie, diabete, abitualmente si tratta di una caduta reversibile.
 

ALOPECIA DA IPERVITAMINOSI (A)
Ci sono molte possibilità che un’eccessiva somministrazione di vitamina A provochi in determinati casi un’abbondante caduta di capelli; eliminando le cause i capelli torneranno a crescere.
 

DANNI PSICOLOGICI
Nel mondo attuale dove la competizione è esasperata e dove conta sempre di più l’aspetto estetico, il sentirsi a posto, giovani; la caduta dei capelli è quasi sempre vissuta come un dramma, e spesso le persone colpite da calvizie si adoperano per conservare i loro capelli e sono colpiti, molto più di quanto possa sembrare ad un osservatore superficiale e frettoloso, dalla paura di perderli e dalla speranza segreta irrazionale , ma presente sempre, di vederli presto ricrescere.
L’alternarsi di fervide speranze seguite da cocente delusioni spesso provoca, anche negli individui più equilibrati , un senso di frustrazione , in qualche caso un esaurimento nervoso, spesso un senso di incapacità sessuale e quasi sempre la sensazione di stare perdendo la propria giovinezza.


TRATTAMENTI LOCALI DELLA ECCESSIVA CADUTA DEI CAPELLI
I “Trattamenti locali” non servono a bloccare la caduta fisiologica dei capelli e non fanno ricrescere i capelli da FOLLICOLI ATROFIZZATI; essi hanno due traguardi ben determinati che sono:
Rallentare l’eccessiva caduta dei capelli riportandola a “livello fisiologico”
Favorire, con trattamenti nutritivi, stimolanti e con corrette “prassi igieniche” la normale crescita dei capelli laddove i FOLLICOLI sono ancora attivi.
I risultati sopra accennata possono essere raggiunti con eccessiva facilità se la caduta dei capelli è stata causata da “anomalie occasionali”, in tutti gli altri casi di caduta ostinata è soprattutto la pazienza e la perseveranza nel non stancarsi mai di aiutare i capelli a crescere ed a vivere in un ambiente corretto.
Adesso che conosciamo le anomalia più significative, le cause che le determinano, i danni che ne derivano, è necessario passare velocemente all’azione perché quanto abbiamo appreso sia indirizzato a soddisfare l’unico vero problema presente a chi perde i capelli in modo anomalo che è quello di TROVARE L’ORGANIZZAZIONE GIUSTA A CUI AFFIDARE LA SOLUZIONE DEL PROPRIO PROBLEMA DI CAPELLI.
 

 

 

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